• La fine del mondo

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    Al lettore che tra qualche anno o qualche centinaio di anni dovesse imbattersi in questa intro, potrebbe essere utile sapere che è stata scritta il 22 aprile del 2025. Le vite degli esseri umani, in quei giorni, erano pervase da un senso di sfiducia collettiva, ci si sentiva sempre sul baratro di qualcosa, nessuno aveva tempo per fare nulla, si usciva di casa la mattina presto e si finiva di lavorare quando era ormai notte, a prescindere dalla stagione. Le uniche voci a cui si prestava ascolto, in quei tempi lontani per il nostro lettore del futuro, erano le voci… …continua

    Come sempre, il lago era gremito di giovani corpi nudi e luccicanti, che in lontananza si confondevano in masse di quarzo rosa, d’avorio e occhio di tigre. Nell’aria si percepiva l’odore di quella nudità nel fiore degli anni, insieme a un profumo di salmastro e di cespugli. Tra questi spuntavano ibischi e plumeria che nessuno …continua

    Il lupo, nero come la fuliggine che lo ricopre, è chiuso in una cantina buia da un tempo ormai immemore. Davanti al suo muso teso ci sono una serie di fitte ragnatele che lo nascondono alla vista; il lupo vaga con la mente ai ghiacciai e alle nevi dove è nato, ma un rumore lo …continua

    1. Naruto non tornava al Villaggio della Foglia da moltissimo tempo. Erano passati quindici anni esatti da quando si era trasferito ad Akaigake, la seconda città più grande del Paese della Terra. Se gli avessero chiesto di descrivere Akaigake con una sola immagine, avrebbe detto che assomigliava a un formicaio straripante di saké. Oppure a …continua

    Non so esattamente cosa mi trattenne per tutta la notte in quel posto così desolato. A ripensarci oggi, mi rendo conto di quanto tutto fosse inquietante e pieno di potenziali pericoli. Ma la paura e l’eccitazione sono sentimenti molto simili tra loro. Era una giornata gelida di marzo. La città era in lockdown e alle …continua

    41. Roma esiste ed esiste anche il Colosseo. Lo scopro all’uscita di una curva, gigantesco come la prua di un transatlantico. Mi guardo intorno, forse per cercare uno sguardo di complicità. Ma nessun altro sull’autobus sembra sorpreso. Tornano a casa dal lavoro. Hanno smesso di notare ciò che è straordinario perché ce l’hanno sempre davanti. …continua

    C’è un sogno ricorrente che invade le mie notti così spesso che gli ho dato un nome: l’ultimo giorno a Roma. I dettagli del sogno cambiano ogni volta ma la struttura è sempre la stessa. Sono a Roma, a volte da solo, a volte con la mia famiglia, e mi rendo conto che questo è …continua

    Iniziai a giocare a football dopo questo episodio1 perché pensavo di essere gay. Mi presentai agli allenamenti in tutti i miei gloriosi 167 centimetri di altezza per 47 chili di peso. C’erano anche altri tizi lì – studenti dell’ultimo anno che rispetto ai miei coetanei sembravano uomini fatti e finiti. Avevano barbe folte, baffi e …continua

    Il matrimonio di Motherman e Silowsky era fondato sul rancore. La Piccola Boo Boo assorbiva tutti i colpi sferrati, e dal derma emergevano lividi. «Che cazzo hai fatto alla bambina?» «Che cazzo ho fatto io alla bambina?»Ogni mattina in cucina andava così, e un nuovo livido erompeva viola e marrone sulla bambina, come le esplosioni …continua