Quando abbiamo scelto come tema del nostro secondo numero Il segreto del male, pensavamo di ricevere racconti che avrebbero parlato di come la malvagità sedimenta inevitabilmente nell’animo umano («o muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo»)1 o del modo in cui i potenti torturano sadicamente le masse o del modo in cui le masse lobotomizzate si mostrano intransigenti, violente, vendicative nei confronti dell’altro, di chi viene percepito come diverso per il suo aspetto, per le sue abitudini o anche solo per le sue idee. Ci saremmo aspettati di leggere i pensieri di un novello Moosbrugger, convinto di uccidere solo per la gioia che gli dà veder bruciare il mondo o di filosofi cinici che auspicano l’estinzione del genere umano in quanto virus che corrode il pianeta. Invece, il male di cui parlano i racconti che abbiamo selezionato è un male meno ingombrante, ma piú pervasivo: un male che riguarda la nostra dimensione individuale, la piú intima; male non come causa, ma come effetto; un male che assomiglia a una malattia, che ci fa sentire soli e incapaci di condividere.

Padre

La prima sezione del numero si chiama Padre e comprende Quello che sappiamo di Xita Rubert e Áfrika di Olivia Gallo.

Quello che sappiamo è un estratto di Los hechos de Key Biscayne, romanzo con cui Xita Rubert ha vinto il Premio Herralde de Novela nel 2024. Al centro di questo brano c’è un padre fuori dagli schemi: Ricardo, professore di filosofia spagnolo, divorziato e un po’ in là con gli anni, ha convinto l’ex moglie ad affidargli la custodia dei figli (una dodicenne e uno studente delle superiori) per un anno scolastico che trascorreranno negli Stati Uniti.

In Áfrika, che apre la raccolta di racconti Las chicas no lloran (Ediciones Alpha Decay, 2022)2 di Gallo, la narratrice racconta il suo rapporto con Jero, amico d’infanzia e poi amore adolescenziale: la vicenda si svolge a Buenos Aires e dintorni, sullo sfondo ci sono le figure dei padri dei due ragazzi, amici d’infanzia come i figli, ma molto diversi tra loro.

In entrambi i testi la voce adulta della protagonista decodifica il passato, il significato delle interazioni minime e dei singoli gesti, cercando di rievocare tutta la carica emotiva di quei momenti.

Dissipatio H.L.3

La Dissipatio a cui allude il titolo della seconda sezione è l’evaporazione, la scomparsa, della letteratura: ne fanno parte Obliteratura di Luna Miguel e Manuale di scrittura per corrispondenza di Munir Hachemi.

Obliteratura è un estratto del romanzo Incensurable di Luna Miguel, pubblicato da Lumen nel 2025. Si tratta di un testo di narrativa che prende la forma di una conferenza universitaria e fonde critica letteraria, riflessione socio-culturale e narrazione biografica. È ambientata in un futuro imminente (29 ottobre 2029) in cui Lolita di Nabokov è stato non solo cancellato, ma rimosso dalla memoria collettiva.

Manuale di scrittura per corrispondenza è uno dei racconti della raccolta Lo que falta (Periférica, 2025) di Munir Hachemi. Qui ci troviamo senza dubbio in un mondo altro, in cui l’allegoria evidente non impedisce alla storia di essere fortemente materica, carnale: è un po’ Borges che incontra Ranxerox o Aldo Nove che flirta con Queneau sullo sfondo di Zombieland.

Il segreto del male

La protagonista di ciascuno dei quattro racconti che compongono la sezione Il segreto del male nasconde un segreto, ma quello del primo racconto, It’s a Match! di Martina Melgazzi, preferiamo non svelarvelo. Leggendolo capirete il perché.

In It’s a Match! ci troviamo subito catapultati al centro dell’azione, accompagnati dal ritmo sostenuto e dalla sagacità della narratrice. Come si potrebbe intuire dal titolo, al centro della storia c’è un appuntamento, un incontro tra due mondi cosí agli antipodi che porta il lettore a interrogarsi su cosa ci sia davvero dietro.

In Ogni cosa che senti di non aver abbastanza amato di Ilaria Padovan4 il segreto ha due livelli: il primo è quello della malattia, il secondo è quello di ciò che la malattia rivela alla protagonista. Il tono perentorio, ma al contempo dimesso, delle frasi ci fa pensare a una resa, tuttavia l’esperienza che resta alla fine della lettura è quella di una catarsi.

In Bianca di Martina Ciullo, narrato in terza persona, il segreto di Miriam viene svelato con la prima frase: lei odia suo figlio. La storia sembra circoscriversi al conflitto tra madre e figlio, ma una seconda rivelazione ne devia il corso in maniera inaspettata, trasformando il genere della storia e, forse, il destino dei suoi personaggi.

In Magari domani di Ilaria Conti, la protagonista guarda con estrema onestà e un’ironia tagliente alla propria vita, al proprio quotidiano. Il suo segreto è che per riuscire a tirare avanti deve recitare continuamente: con i colleghi, con i suoi studenti e con se stessa, per convincersi che ci sia un buon motivo per alzare ogni mattina le sue «chiappe d’oro», come le definisce lei, dal letto.

Oltre alle sette autrici e all’autore di Lupe N.2 – Il segreto del male, non posso fare a meno di ringraziare Caterina Di Paolo per l’illustrazione di copertina; Gloria Abbondati per i ritratti illustrati degli autori; Mauro Maraschi per la colorazione dei ritratti; Paola Tararà per le altre illustrazioni interne; Cloé Simone ed Esther Bondí, traduttrici di Obliteratura; Simonetta Gallucci, traduttrice di Manuale di scrittura per corrispondenza; Ludovica Stanga e Michela Clavuot per la correzione di bozze; Dimitri Russo per il progetto grafico; il nostro webmaster Lorenzo Petrungaro e le altre redattrici, Aurora Svaluto Moreolo, Clelia Moccia, Eugenia Gaudio e Sarah Bertani, per il loro prezioso aiuto. Avrei dovuto utilizzare troppi aggettivi, e troppo altisonanti, per elogiare adeguatamente il contributo di tutti i sopracitati: lascio a voi lettori l’onere di valutare il risultato finale (ma soprattutto il piacere di immergervi nelle atmosfere di questo numero) e sono sicuro che non ne sarete delusi.


1Frase pronunciata dal personaggio di Harvey Dent nel film Il cavaliere oscuro di Cristopher Nolan del 2008.
2Una prima edizione della raccolta è stata pubblicata in Argentina da Tenemos las Máquinas nel 2019.
3H.L. sta per Humanarum Litterarum.
4È appena arrivato in libreria il suo romanzo d’esordio, Marla (Pidgin Edizioni, 2026).